SANSONE ABBATTE UN LEONE
1.
da Le lettere di Berlicche, di C. S. Lewis
Mio caro Malacoda,
ho notato quanto mi dici sull’opportunità di dirigere le letture del paziente sottoposto alla tua cura, e di far sì che il più spesso possibile stia in compagnia di quel suo amico materialista. Ma non ti pare di essere un pochino ingenuo? Le tue parole fan pensare che tu sia d’opinione che la discussione sia il metodo di tenerlo lontano dalle grinfie del Nemico. Avrebbe potuto essere così se egli fosse vissuto alcuni secoli fa. A quei tempi gli uomini avevano una coscienza ancora abbastanza chiara di quando una cosa veniva provata e di quando no; e, se gli argomenti erano convincenti, la credevano veramente. Mantenevano ancora una relazione fra il pensare e l’agire, ed erano pronti, come risultato di una serie di ragionamenti, a mutar vita. Ma, un po’ per mezzo della stampa settimanale, un po’ con altre armi, siamo riusciti in gran parte a mutare questo stato di cose. Il tuo giovanotto è stato abituato, fin da ragazzo, ad avere nella testa una dozzina di filosofie irriconciliabili fra di loro, che danzano insieme allegramente. Non considera le dottrine come, in primo luogo, “vere” o “false”, ma come “accademiche” o “pratiche”, “superate” o “contemporanee”, “convenzionali” o “audaci”. Il gergo corrente, non la discussione, è il tuo alleato migliore per tenerlo lontano dalla chiesa. Non perder tempo nel tentare di fargli pensare che il materialismo è vero! Mettigli in mente che è forte, o robusto, o coraggioso – che è la filosofia del futuro. È di questo che si preoccupa.
2.
SANSONE ABBATTE UN LEONE è la didascalia che accompagna la tav. 50 delle miniature tratte da La Bible de Sens, del quattordicesimo secolo, che illustrano un’edizione della Sacra Bibbia ereditata dalla nonna materna. L’immagine riguarda un episodio del Libro dei Giudici, in cui Sansone, sceso con suo padre e sua madre a Tamnata, sbrana e fa a pezzi un leone feroce e ruggente che appare sulla sua strada.
3.
Una dichiarazione di Pier Paolo Pasolini, in riferimento al suo Vangelo secondo Matteo: “La mia idea è questa: seguire punto per punto il Vangelo secondo Matteo, senza farne una sceneggiatura o riduzione. Tradurlo fedelmente in immagini, seguendone senza un’omissione o un’aggiunta il racconto. Anche i dialoghi dovrebbero essere rigorosamente quelli di San Matteo, senza nemmeno una frase di spiegazione o di raccordo: perché nessuna immagine o nessuna parola inserita potrà mai essere all’altezza poetica del testo. È questa altezza poetica che così ansiosamente mi ispira. Ed è un’opera di poesia che io voglio fare.” Pasolini intuisce la qualità poetica del Vangelo. Il Nuovo Testamento, infatti, così come il Vecchio, non è composto da testi di storia; si tratta sempre di opere letterarie, appartenenti a diversi generi. E questo è interessante, perché storicamente Dio comunica con gli esseri umani – e gli esseri umani comunicano con Dio – attraverso forme artistiche.
4.
Ed è attraverso forme artistiche che possiamo sbranare i leoni o farci sbranare, collaborare alla verità o alla contemporaneità.
